130 Rispose dopo assai lagrime sparte:
—Ahi lassa me! Amor d'un dardo d'oro
ferita m'ha con forza e con sua arte.

Però non ho seguito il sacro coro
di mie sorelle, sol perché m'aiuti:
135 se non mi aiuti, o Rifa, oimè ch'io moro!—
p. 13
Poscia che i suo' martíri ebbi saputi,
venni per aiutarla e son discesa
non per grillanda o per fiori perduti.—

Quando quest'ambasciata io ebbi intesa,
140 risponder voleva io:—La mente mia
è piú di lei ch'ella di me accesa;—

se non che quella naida n'andó via,
ed in poc'ora trascorse il viaggio
insino al loco ond'ella venne pria.

145 Ond'io all'Amor:—Se se' possente e saggio,
ora il vegg'io e priego, a me perdona,
se del tuo arco dissi mai oltraggio.—

Tempo era quasi presso in su la nona,
ed io pregava che andassimo ratto,
150 colui che a gir ratto ogni altro sprona,

dicendo:—Quando è l'ora, è il tempo adatto;
se poi s'indugia e perdesi quel punto,
spesse volte l'effetto non vien fatto.—

Poscia ch'io fui all'altro colle giunto,
155 vidi Filena lá dal fiumicello,
di cui l'Amor m'avea il cor trapunto.

Di fiori adorno avea lo capo bello;
e perché il fiume correa giuso al basso,
però discesi ed appressaime ad ello.

160 Quando per gire a lei io movea il passo
per entro il fiume, udii sonare un corno,
il qual mi tolse allora ogni mio spasso.