Quasi fenice antica, che nel foco
arde se stessa e poi delle penne arse
un'altra nasce nuova ed in suo loco,

cosí di quella polve un altro apparse
95 giovin gigante e inghirlandò le chiome,
sotto la rota ancora a consumarse.

Costui addomandai come avea nome,
ed anche dissi a lui ch'io avea brama
di quel disfar saper il quale e 'l come.
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100 Rispose:—Il nome mio come si chiama
non posso dir, ché da me fu negletto
quell'operar, che, morto, vive in fama.

Io con mill'altri e piú sto qui subietto
a questa rota, che di sopra volta,
105 che muta a parte a parte in noi l'aspetto;

ché della vita breve avemmo molta,
e negligenti andammo a passo lento
sino all'estremo, dove ne fu tolta.

Però ha fatto Dio che in anni cento
110 nessun vive di noi piú di mezz'ora,
e l'altro tempo in polve giaccia spento.

E questa pena ha l'uom nel mondo ancora;
che, mentre il ciel a lui si volve intorno,
a parte a parte conven ch'egli mora.

115 Cosí a morte corre in ogni giorno
mosso dal tempo, che volando passa
e, poich'è ito, non fa mai ritorno.

E quella dea, che scrive il tempo e cassa
il cammin tutto dell'etá compiuta,
120 un delli mille trapassar non lassa.

Il cielo è quella rota che trasmuta
tutte l'etadi della vita breve
e che la testa bionda fa canuta.—