25 il qual avea assai maggior fortuna,
che mai Carribdi, Scilla o l'Oceáno,
quando ha reflusso o quando volta luna.
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Vidi Caròn non molto da lontano
con una nave, in mezzo la tempesta,
30 che conducea con un gran remo in mano.

E ciascun occhio, ch'egli avea in testa,
parea come di notte una lumiera
o un falò, quando si fa per festa.

Quand'egli fu appresso alla riviera
35 un mezzo miglio quasi o poco manco,
scòrsi sua faccia grande, guizza e nera.

Egli avea il capo di canuti bianco,
il manto addosso rappezzato ed unto;
e volto sí crudel non vidi unquanco.

40 Non era ancor a quell'anime giunto,
quando gridò:—O dal materno vaso
mandati a me nel doloroso punto,

per ogni avversitá, per ogni caso
vi menerò tra la palude negra
45 incerti della vita e dell'occaso.

Pochi verran di voi all'etá intègra;
spesso la vita alli mortali io tollo,
quand'ella è piú secura e piú allegra.—

Dava col remo suo tra testa e 'l collo
50 a' mostri, che mettea dentro alla cocca;
e forte percotea chi facea crollo.

Poscia rivolto a me, colla gran bocca
gridò:—Or giunto se', o tu, che vivi,
venuto qui come persona sciocca.—

55 Minerva a lui:—Costui convien ch'arrivi
all'altra ripa sotto i remi tui,
'nanzi che morte della vita il privi.