—Le rote delli ciel tanto son vòlte
—disse Minerva,—che, da che venisti,
tre ore della vita t'hanno tolte.

La vita e 'l tempo, se tu ben udisti,
5 son una cosa; e quanto dell'un perde,
tanto perdi dell'altro e tanto acquisti.

Convien omai che tu cammini inver' de
colei, la quale a ciò che nasce è fine,
e che fa secco ciò che pria fu verde.

10 Non col passo dei piè te gli avvicine
o meno o piú, ma di sopra li cieli
voltati fan che tu ver' lei cammine.

—Con tanta oscuritá il dir mi veli
—risposi a lei,—che ben io non l'intendo
15 qual fine è questo, se tu non riveli.

Per quel che tu m'hai detto, ben comprendo
che giá tre ore mia vita è scemata,
mentre noi queste cose andiam vedendo.—

Ed ella a me:—Stolto è colui che guata
20 solo alla vita e non rimira il porto,
al qual fa ogni dí una giornata.

In questa valle, nella qual t'ho scorto,
vedrai la Morte—Palla mi sobiunse;—
però fa' che, passando, tu sie accorto.—

25 Sí gran timore allora al cor mi giunse,
quand'io udii dover veder la Morte,
che ancor mi punge: tanto allor mi punse.
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E le mie guance diventonno smorte,
ché 'l sangue si restrinse tutto al core,
30 come natura fa, perché 'l conforte.

Però la dea a me:—Perc'hai timore
di quella cosa, che convien che sia
e debbesi aspettar in tutte l'ore?