Ché quando vidi un mostro cosí fatto,
in man per mia difesa presi il dardo,
60 che la bella Filena a me avíe tratto.
Ed egli il riconobbe al primo sguardo
ch'io l'avea dalla ninfa di Diana;
onde parlò come falso e bugiardo:
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—Onde vien' tu in questa selva strana?
65 Di', che ti move e, dimmi, qual è il fine,
pel qual tu vai per questa via lontana?—
Ed io a lui:—Tra cespi e dure spine
smarrito vo, ed or son qui venuto
come chi va, né sa dove cammine.
70 Ma tu, che se' mezz'uomo e mezzo bruto,
mi fai maravegliar quando io ti guato,
ché sí fatto uom non fu giammai veduto.
—Io fui pur uom—rispose—innamorato
di dea Diana, e vagheggiaila ognora,
75 e da lei 'n questa forma fui mutato;
ch'ella pregò lo dio, ch'altru' innamora,
che a ciò rimediasse, e me percosse
del dardo ch'è di piombo e disamora.
Questo ogni amor mi tolse e via rimosse;
80 e però quella dea a me permette
ch'i' possa gire a lei unque ella fosse.
Insieme vo con le sue giovinette
fra questi monti, insieme con lor coglio
li fior, che stanno in su le verdi erbette.
85 A chiunque è innamorato anche ho cordoglio,
che ricordo le pene, ch'io provai
del falso Amor, del quale ancor mi doglio.
E se tu mi dirai dove tu vai,
forse t'aiuterò, se mi richiedi
90 e se sei saggio e secreto il terrai.—