Lí stan dimoni e con spade taglienti
dividon quelli, e, quando alcun si parte,
15 li capi piangon tutti e son dolenti.
Non credo che spargesse giammai Marte
cotanto sangue; né fo mai battaglia
di tai ferite, né si legge in carte.
Non vale qui lo scudo ovver la maglia;
20 ché la iustizia dá le gran percosse,
ed ei fatt'han le spade, che li taglia.
Vidi un dimonio, che irato si mosse
ed un recise intorno in ogni canto,
sí ch'e' rimase come un fusto fosse.
25 Un capo sol rimase e con gran pianto
a me si volse e disse:—O tu, che mena
seco Minerva, a me risguarda alquanto.
p. 164
Vedi l'amor quanto a noi torna in pena
E tanto affliggon piú le parentele,
30 quanto pria strinson con maggior catena.
Ahi, quanto a' vivi torna amaro il mèle
del dolce amor de' figli e de' congiunti,
quando gli uccide la morte crudele!
Diece figliuoli in salda etade giunti,
35 nove nepoti ebb'io ed un fratello,
e poi li vidi in un mese defunti.
Com'io, che 'n questo inferno ti favello,
intorno intorno son cosí tagliato
e, perché troppo amai, ho tal flagello;
40 cosí interviene all'uom, quando l'amato
figlio o fratel gli è tolto, e piú tormenta,
quanto piú forte è coniunto e legato.
La casa, onde fui io, è tutta spenta;
fui da Perugia, di santo Ercolano,
45 e de' Vencioli la prima somenta.—