130 Costui il donator ligato prese
e stretto el fece mettere in prigione:
cosí fu grato a chi fu a lui cortese.
E poi 'n quell'ora ch'ognun si dispone
in su l'estremo, e contrito e confesso
135 si rende a Dio con gran divozione,
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costui mandò il dispiatato messo,
e fe' mozzare al suo fratel la testa,
e di vederla contentò se stesso.
Or fu mai crudeltá maggior che questa?
140 Non quella ch'a Tieste fece Atreo,
quando i figli mangiar gli die' per festa;
non quella di Nettunno e di Teseo;
ch'ognun di questi, a chi ponesse cura,
iniuria il fece cosí esser reo.
145 Ma costui non offesa, non iniura,
non la cagion, per che fu morto Remo,
che pria bagnò di sangue l'alte mura.
Ma sol si fece d'ogni piatá scemo,
ché dopo lui 'l fratello non regnasse:
150 per questo il fe' morir su nell'estremo.
O doppio fratricida, se tu lasse
la doppia prole, il tuo paterno esempio
degno è ch'ancor da lor si seguitasse;
ché l'uno uccise l'altro crudo ed empio,
155 e della Scala fu l'ultima feccia,
che sen fuggí del veronese tempio
dietro a colei che solo in fronte ha treccia.
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