Ma perché essa creda a' detti miei,
125 il dardo, che hai in man, mi dá' per segno,
perché segretamente il mostri a lei.
Con mie parole e mio usato ingegno
farò ch'ella verrá in un bosco sola,
e tu girai a lei quand'i' rivegno.—
130 Io gli die' 'l dardo per questa parola,
ed ei ghignò alquanto e poi saltando
andò veloce come uccel che vola.
Forse sei ore avea aspettato, quando
io vidi Rifa mia fida messaggia,
135 e quando a lei fui presso, io la domando:
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—Dov'è Filena bella, onesta e saggia?
Per lei cercato ho il bosco in ogni canto,
e gito in ogni scheggia, in ogni piaggia.—
Ella rispose con singolti e pianto:
140 —Piú non appar la misera tapina;
come tu contra lei errato hai tanto?
Quella biforme bestia, ch'è caprina,
dianzi venne a noi, correndo in fretta,
'nanti alle ninfe ed alla lor regina,
145 e mostrò lor lo dardo over saetta,
che balestrò Filena a te dal monte,
e la scrittura «Io t'amo» è tutta letta.
Per la vergogna ella abbassò la fronte,
e dea Diana, a grand'ira commota
150 contra Filena, stante a braccia gionte,
gli die' dell'arco in testa e nella gota;
e poiché l'ebbe dispogliata nuda,
disse alle ninfe:—Ognuna la percota.—
Allor ciascuna verso lei fu cruda.
155 Ridea colui che fatto avie l'accusa,
quel reo biforme maladetto Iuda.