Poscia cosí spogliata e sí confusa
ad una quercia grande fu congiunta,
che sempre debba stare ivi rinchiusa.
160 E quivi vive e sta quasi defunta;
e mille volte fu percossa ancora
drento alla pianta; e quando ella è trapunta,
ad ogni colpo n'esce il sangue fuora
e l'arbor bagna; e quando il colpo giunge,
165 grida piangendo:—Omè, omè, m'accora!—
Udito io questo, ambe le mani e l'ugne
mi diedi al volto e tenni basso il viso
e non parlai, che il gran dolor, che pugne,
parlar non lassa, quand'ha 'l cor conquiso.
170 Poscia, sfogati gli occhi lagrimosi,
con voce fioca e col parlar preciso,
sí come or seguirá, io gli risposi.
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CAPITOLO IV
Lamento dell'autore sopra la perduta Filena: promessa di piú bella ninfa fattagli da Cupido.
—Oimè, oimè, o Rifa mia fedele,
come ha permesso la fortuna e Dio
che sia avvenuto un caso sí crudele?