Trovai quel mostro maladetto e rio
5 nella boscaglia in sul levar del sole;
ed e' mi domandò del cammin mio.
Oh lasso me! con sue dolci parole
ei m'ha tradito: or vada, ch'io nol giunga
e non l'occida, a lunge quanto vuole.—
10 Driada disse:—Il falso è sí alla lunga,
che 'nvan per queste selve t'affatichi
che mai per te insino a lui s'aggiunga.
—O Rifa mia, io prego che mi dichi
dov'è la quercia, dove sta unita
15 Filena mia coi begli occhi pudichi,
e, da che io non gli parlai in vita,
la vegga morta e le mie braccia avvolti
a quella pianta, dove sta impedita.—
Mossesi allor con pianti e con singolti,
20 ed io con lei per l'aspero cammino
di quelli boschi e di que' lochi incolti,
insin che giunsi all'arbore tapino;
non alto giá, ma era lato tanto,
quanto in la selva è lato un alto pino.
25 Io corsi ad abbracciarlo con gran pianto,
e dissi:—O ninfa mia, prego, se pui,
prego che mi rispondi e parli alquanto.
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Oh lasso me! ché a te cagione io fui
di questa morte; ché quel traditore
30 nefando mostro ha tradito amendui.
Alli miei prieghi ti ferí l'Amore
dell'infelice colpo alla gonnella,
che passò tanto acceso poi nel core.
Prego, perdona a me, Filena bella:
35 perché non parli? perché non rispondi?
Prego, se puoi, alquanto a me favella.