Questa novella pianta e queste frondi
e questi rami io credo che sian fatti
delli tuoi membri e tuoi capelli biondi.—
40 Poiché mille sospiri io ebbi tratti
e mille volte e piú la chiama' invano
con pianti e voci ed amorosi atti,
a quelle frasche stesi sú la mano
e della vetta un ramuscel ne colsi:
45 allora ella gridò:—Oimè! fa' piano.—
E sangue vivo uscí, ond'io el tolsi,
sí come quando egli esce d'una vena;
ond'io raddoppiai il pianto e sí mi dolsi:
—Perdona a me, perdona a me, Filena.—
50 Poi maladissi il falso dio Cupido,
che lei e me condotto avea a tal pena,
dicendo:—Se piú mai di lui mi fido,
perir poss'io, e se al suo consiglio,
seguendo il passo suo, mai piú mi guido.—
55 Quando questo io dicea, con lieto ciglio
Cupido apparve con bel vestimento
broccato ad oro nel campo vermiglio;
e disse a me:—Perché questo lamento
di me fai tu? Non è la colpa mia,
60 se altri a te ha fatto tradimento.
Anche è stato tuo error e tua follia,
da che tu rivelasti il tuo secreto
al mostro, che trovasti nella via.
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Pon' fin omai, pon' fin a tanto fleto,
65 ché d'altra ninfa di maggiore stima,
se mi vorrai seguir, ti farò lieto.—
Ed io, mirando l'arbore alla cima,
dissi:—Piú bella non fu mai veduta;
questa l'ultima sia, che fu la prima.—