Ed avea intorno a sé di molte genti,
che facean festa, e questi tutti quanti
al suo comando presti ed obbedienti.

25 Ma i primi e principal eran giganti
con orgogliosi fasti e con gran corti,
con presti servidor, che avean innanti.
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Alla guardia di questi arditi e forti
erano quei che son viri e cavalli,
30 con li lor capitani saggi e accorti.

Su per li prati ancor vermigli e gialli
andavan donzellette e belle dame
con melodie soavi e dolci balli.

Quand'io stava a mirar tanto reame
35 e vedea il gran Satán nell'alto seggio,
sí bello ed obbedito pur ch'e' chiame,

io dissi:—O Palla, or che è quel ch'io veggio?
Giá calo ad adorarlo li ginocchi:
tanto egli è bello, e grande il suo colleggio.—

40 Ed ella a me:—O figlio mio, se adocchi
per mezzo del cristallo del mio scudo
—allor mel diede ed io mel posi agli occhi,—

tu vederai il vero aperto e nudo,
e non ti curerai dell'apparenza,
45 alla qual mira l'ignorante e rudo.

Ché chi è saggio risguarda all'essenza,
ché su in quella sta fundato il vero,
e non si muta ed ha ferma scienza.—

Allor mirai e vidi Satan nero
50 cogli occhi accesi piú che mai carbone
e non benigno, ma crudele e fèro.

E vidi quelle sue belle corone,
che prima mi parean di tanta stima,
ch'ognuna s'era fatta un fier dragone.