Allor con gran fatica e gran sospiro,
usai mie forze e camminai fin dove
Palla aspettava col suo dolce miro.

115 Sí come sotto il giogo tira il bove
con tutta la sua possa il grosso trave,
che, punto dallo stimolo, si move;

cosí tirai insú la donna grave
dietro a Minerva per quell'arta via
120 contra la forza di sue voglie prave.

E quanto a poco a poco io piú salía,
tanto piú la gravezza venía manco
di quella che me 'ngiú tirava pria.

Alla mia scorta appena era giunto anco,
125 quando di lei nulla sentia fatiga,
e fui leggero e niente era stanco.

—Chi è colei che dá qui tanta briga
—diss'io a Palla,—e fa che l'uom s'arreste
e, giú tirando i passi, altrui intriga?

130 —Parte è in voi angelica e celeste
—rispose quella,—e fa che si cammine
per sua natura a tutte cose oneste.
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E questa ha sempre le voglie divine:
della fatica presente non cura,
135 sol che conduca altrui poscia a buon fine.

L'altra è parte brutale, vile e oscura;
e questa guarda al diletto presente
e per buon fin non sostien cosa dura.

Questa è l'ancilla mal obbediente,
140 questa è la mala e repugnante legge
a quella c'ha Dio posta in vostra mente.

Come il signor, che ben sua casa regge,
la fante e la mogliera, ch'è provosa,
battendola e privandola, corregge;