Quando vidi caduto Satanasso
80 cosí prostrato, io misi la mia testa
ed intrai su la via per l'arto passo.

Come alli vincitor si fa gran festa,
tal fece a me la scorta onesta e saggia:
poscia si mosse insú veloce e presta.

85 Prese la via per la pendente piaggia
e disse:—Vieni e sempre alla 'nsú sali,
ed alla 'ngiú nullo tuo passo caggia.—

Mentr'io movea alla 'nsú del desio l'ali,
ed io sentii a me gravar le penne
90 da una che dicea:—Vo' che giú cali.—

La mia persona abbracciata mi tenne,
tirandomi alla 'ngiú con tale scossa,
ch'appena ritto il piede mi sostenne.

E del salir sí mi tolse la possa,
95 che, andando insú, io non potea seguire
la scorta, che a guidarmi s'era mossa.
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Dietro alla guida insú volea pur gire,
ed ella mi tirava seco ingiue
e suso meco non volea venire.

100 Cosí insieme luttando amendue,
ella tirando ingiú ed io insú lei,
sí mi stancava, ch'io non potea piue.

—Oimè!—dicea fra me—chi è costei,
che ha le voglie sí lascive e pronte,
105 che vuol menarmi ov'io gir non vorrei?—

La dea salito avea molto del monte,
e, vòlta a me, gridò:—Perché non vieni?
perché ristai? perché quassú non monte?

Cotesta donna, che ti sta alle reni
110 pensa che è muliere, e tu se' viro;
però vergogna t'è, se la sostieni.—