A questo gridò Palla:—A terra mira;
pensa ch'a darti morte egli t'afferra,
e per gittarti a basso insú ti tira.

Fa' come Anteo, e vincerai la guerra,
50 che tante volte le forze francava,
quante toccava la sua madre terra.—

Come colui che se medesmo aggrava,
che tien le membra come fosson morte,
cosí fec'io, quando insú mi levava.

55 Mirabil cosa! Allora i' fui sí forte,
che gli feci abbassare ingiú le braccia,
e giú mi pose con le mani sporte.

Le reni in terra, insú tenea la faccia;
e con ingegno e forza e con li morsi
60 facea com'uom che volentier si slaccia.
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Cosí le dita sue da me distorsi,
che m'avean preso; e sí me dilungai,
che cento passi e piú a lunga corsi.

Quando sei spenta, ancor potenzia hai,
65 o gran superbia! Per questo fui preso,
ché d'esto scampo io me ne gloriai.

Chinossi allora, tutto d'ira acceso,
il crudel mostro, e con la man feroce
volea levarmi nell'aer sospeso.

70 Allor gridò la dea ad alta voce:
—Abbassa a terra!—Ed i' a terra mi diede
col ventre e il volto e colle braccia in croce.

Cosí prostrato, entrai di sotto al piede
del gran superbo, col qual chiude il calle,
75 il qual senza battaglia mai concede.

Per questo a terra giú diede le spalle
e nel pian cadde con sí gran fracasso,
che tremar fece tutta quella valle.