prego che m'addottrini e che m'insegni
quai sonno i mostri, che tengon la strada,
15 che l'uom non saglia a' tuoi beati regni.
Da che convien che alla battaglia vada,
dammi fortezza e dammi la dottrina
ch'io non sia preso e che vinto non cada.—
Rispose a questo a me quella regina:
20 —Quando il gran mostro su vorrá levarte,
e tu col capo sempre ingiú declina.
Questa fie la vittoria, e questa è l'arte,
con che si vince sua superbia ardita:
va', ché, se vuoi, potrai da lui aitarte.—
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25 Andai, quando la dea ebb'io udita,
come colui che a duello combatte
o per dar morte o per perder la vita.
Quale Davíd incontra a Goliatte,
gigante grande, ed egli era fantino
30 e non avea all'armi le membra atte;
tal pareva io, quando presi il cammino
contra Satán, se non ch'a lui rispetto
ben mille volte er'io piú piccolino.
Quand'io fui presso e contra al suo cospetto,
35 e' s'adirò da che m'ebbe veduto,
e mostrò grande sdegno e gran dispetto.
Io saría morto e del timor caduto,
se non che Palla con voce e con cenni
mi rinfrancava il cor e dava aiuto.
40 Andai piú innanti e insino a lui pervenni,
e del piè il dito, piú ch'un trave grosso,
colle mia braccia avvinchiato gli tenni.
Allora a stizza vieppiú fu commosso,
e le gran braccia stese con grand'ira,
45 e 'nsú tirommi, tenendomi il dosso.