Io ammirando dissi:—O Palla, o diva,
50 deh, dimmi, che dimostran queste cose?
Che io 'l sappia e che altrui lo scriva.
—Questi tre venti—a me la dea rispose—
sonno il fomento e sonno la cagione,
perché le genti son superbiose.
55 Il primo vento è della nazione,
per la qual molti mostrano eccellenza
e voglion soprastar l'altre persone.
Ma questa loda è sol della semenza,
onde è disceso, ché virtú s'apprezza
60 appo li saggi e vera sapienza.
L'altro vento, che soffia, è la ricchezza
la qual, se megliorasse il possessore
e seco avesse la vera fermezza,
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meritarebbe loda ed anco onore;
65 ma, perché le piú volte il buon fa rio,
enfia qui il capo e poco ha di valore.
Se il terzo vento saper hai desio,
è quel che toglie il grazioso dono,
che ne dá la natura ed anche Dio.
70 Benché da sé sia prezioso e buono,
vostre virtudi se ne porta il vento,
quando da Dio conosciute non sono.
—Da che di questo—dissi—m'hai contento,
dimmi, perché 'l superbo è tanto grande,
75 e perché enfia e fregia il vestimento?
—Il ragionar che fai, mentre tu ande
—rispose quella—per questa salita,
mi piace, ed io farò quel che domande.
Superbia è grande, che è la prima ardita
80 contra la mental legge e la divina,
e prima fa che non sia obbedita.