Il terzo è quel che fece la gran torre
20 giá di Babel e chiamato Nembrotte,
che volle contra Dio rimedio porre.
E cento volte noi tra 'l dí e la notte
innalza il vento, che 'n testa percuote;
e poi cadiam con l'ossa fiacche e rotte.
25 Qui anche sta il novello nipote
e 'l sesto prete grande, a cui del regno
gonfia anche il vento la testa e le gote.
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E quand'è divenuto grosso e pregno,
cade da alto e gran fiacco riceve,
30 sí come noi e sí com'egli è degno.
In lui apparve ben quant'egli è grieve
la signoria e dispettosa e dura
d'alcun villan, che da basso si lieve.—
Tanto i' avea preso, andando, dell'altura,
35 che vidi aver Satán, quand'io mi volse,
la faccia sua ver' noi a derittura.
Allor soffiò, e quel vento mi colse
e nella fronte sí forte percosse,
che ogni forza di salir mi tolse.
40 Io sería in giú tornato, se non fosse
che gridò Palla:—Giú 'n terra ti poni,
se vuoi che 'l vento il capo non t'ingrosse.—
Però mi posi in terra in ginocchioni,
il petto e 'l viso umiliai di botto,
45 e cosí insú mi mossi in groppoloni.
Quando la dea mi vide esser condotto
in tanta altura, ch'ella vide stare
il gran Satán ai nostri piedi sotto,
su ritto ed erto mi fece levare.
50 Allor d'un dubbio, ch'io avea concetto,
cosí lei cominciai a domandare: