—Come poteo il mostro maladetto
desiderar a Dio esser equale,
ch'esser non puote e nol cape intelletto?

55 Ché 'l desiderio sempre move l'ale
dietro all'obietto dalla mente appreso,
e questo nulla mente apprender vale.—

La dea rispose, quando m'ebbe inteso:
—In due superbie offese il Creatore
60 il rio Satán, e quelle io t'appaleso.

Se, sol per sua bontá, alcun signore
levasse un servo giú da basso limo
e ponessel in stato e grande onore,
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ed ei dicesse fra se stesso:—Io stimo
65 meritar piú che quel che m'ha donato,
per mia bontá, ed esser piú sublimo;—

costui sería superbo e sería ingrato.
In questo modo enfiò Satan le ciglia
contra colui che allor l'avea creato.

70 E da che 'l servo in possa s'assomiglia
al suo signor, quant'egli, al parer mio,
piú di dominio e d'eccellenzia piglia;

cosí fec'egli, che innalzò il disio
ad aver possa a far quelle due cose,
75 le qua' solo a sé serba il sommo Dio,

cioè creare e le cose nascose
saper, che sonno occulte nel futuro:
per questo il gran superbo a Dio s'oppose.

Alla tua mente omai non è oscuro
80 come il vil verme volle assomigliarse
al primo Ben supremo, eterno e puro.

Dunque superbia prima è reputarse
d'aver il ben da sé e ch'a lui vegna
per sua bontá o per suo ben guidarse.