Nel core un vermicello e piú giú un draco
vidi, ch'aveva dentro alle 'ntestina,
e avea la coda aguzza piú ch'un aco.
25 La pelle umana avea e serpentina,
unita una con l'altra e inseme mista,
e di cigno li piè, con che cammina.
p. 213
Sempre pallida sta e sempre trista;
ma, quando vede il male over che l'ode,
30 alquanto ride e rallegra la vista.
Di vipera è la carne ch'ella rode;
e ben è ver che mangia carne umana;
ma solo quando pute, gli fa prode.
Però la carne, ch'è pulita e sana,
35 prima la imbrutta, corrompe e disquarcia,
e, quando pute, nel ventre la 'ntana.
E come mosca è avida alla marcia,
cosí è ella ghiotta di bruttura:
di questo il ventre e la bocca rinfarcia.
40 Quando a sí brutta cosa io ponea cura,
gli uscí un dimon di bocca quatto quatto
e tra le genti andò come chi fura.
E del venen, che di lei avea tratto,
mise all'orecchie a quelli e parol disse;
45 e poi, ov'era pria, ritornò ratto.
Parve che quel venen al cor corrisse;
come licor che per condotto vada,
mi parve che alle man poi riuscisse.
Nel core un drago, ed in man si fe' spada
50 puntuta quant'un ago e sí tagliente,
quanto rasoio suttilmente rada.
Il drago, che nel cor occultamente
era rinchiuso, le man furiose
fece ad ognun de tutta quella gente.