E, non sguardando qualunque si fosse,
or questo or quel divora e 'l sangue beve
colli suoi denti e coll'ultime posse.
145 E, s'egli cresce al pasto che riceve,
e quanto cresce, tanto ha piú appetito,
convien ch'ogni gran cibo a lui sia breve.
Vidi poi il drago crudele ed ardito
venir ver' me con sí grande tempesta,
150 che di paura io sarei tramortito,
non fusse che Minerva presta presta
a me soccorse, e tra lui e me si mise,
e, quando venne, gli tagliò la testa.
Mirabil cosa! Sette ne rimise,
155 e tutte e sette quelle teste nuove
anco la dea gli tagliò e ricise.
Nacquene in lui ancor quarantanove;
e fu quell'idra, giá morta da Alcide,
quando nel mondo fece le gran prove.
160 Quando dea Palla di questo s'avvide,
che ogni capo ne rimette sette,
quantunque volte la spada il ricide,
non con quell'arme piú gli resistette,
ma disse a me:—Qui è bisogno il foco:
165 quest'è quell'arme ch'a morte lo mette.—
Descender vidi allora su 'n quel loco
una gran fiamma, e quel serpente estinse
e féllo come pria diventar poco.
In questo modo la mia scorta el vinse.