Per questo van fuggendo tanto a lunga,
110 e la fatica mai non li fa stanchi:
tanto han timor che costei non li giunga.
Il loco, ove fuggíano, io mirai anchi
e vidi l'altra corte, dove vanno,
ove lor pare alquanto esser piú franchi.
115 Lí stava una regina in alto scanno
ed era grande in forma gigantea,
e vestita era d'oro e non di panno.
E, benché fosse adorna come dea,
nientemeno avea volto lupardo
120 e la sua vista traditrice e rea.
Mentr' i' a vederla ben drizzai lo sguardo,
io vidi cosa, ch'il creder vien meno;
ma io 'l dirò, e non sarò bugiardo.
Vidi che della poppa del suo seno
125 lattava e nutricava un piccol drago;
ma ben parea a me pien di veneno.
Mentre el suggea desideroso e vago,
da quel, ch'egli era pria, si fe' piú grande
che un grosso trave rispetto d'un ago.
130 Allor richiede aver maggior vivande,
ché tutto il latte, che la madre stilla,
non basta al grande iato, ch'egli spande.
Però, affamato, prende la mammilla
e cava il sangue, e quel convien che suchi;
135 e, perché è poco, il venen disfavilla.
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—Convien che ad altra preda ti conduchi
—disse colei:—o figlio, io non ti basto,
da che hai piú fame quanto piú manduchi.—
Allora il drago, per aver il pasto,
140 tra quelle genti rapace si mosse,
come fa il lupo tra le mandre el guasto.