Sí come quando in rotta è messo un campo,
che par ch'ognun disperso si dilegue
tra spini e fiumi e monti in loro scampo,

e con la spada il vincitor li segue,
80 forte correndo, e spesso avvien ch'un solo
mille giá messi in fuga ne persegue;

cosí fuggendo andava quello stuolo,
tra 'l qual conobbi Bencio da Fiorenza,
che fu di Giorgio Benci giá figliuolo.

85 Io dissi a lui:—Un poco sussistenza
prego che facci e che di dir ti piaccia
perché fuggite voi, per qual temenza.—

Rispose, andando e voltando la faccia:
—Donna sta qui, per cui fuggiam sí forte:
90 ella col suo timor ne mette in caccia.

In questa piaggia tien la brutta corte
ed è chiamata trista Povertade,
spiacente tanto, ch'appena è piú Morte.

Per mezzo delle spine e delle spade
95 noi la fuggiamo per ogni periglio,
per mezzo a' fiumi e per l'aspre contrade.—

Allor per veder quella alzai il ciglio
e dalla lunga vidi quella vecchia,
ch'è ostetrice prima ad ogni figlio.
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100 Avea i peli canuti ad ogni orecchia;
è dispiacente sí, che a lei appena
la Morte in displicenzia s'apparecchia.

Malanconia e fame seco mena;
e per suoi damigelli avea gaglioffi;
105 e di miseria la sua corte è piena.

E barattieri ha seco e brulli e loffi
e quelli a cui non fa bisogno punga,
e nudi che sospiran con gran soffi.