ché 'l voler, intendendo, el fine inizia
e sa 'l perché e 'l modo, e l'ordin guida;
ed ella fa il fin buono ed anche 'l vizia.

Onde, se alcun per bene un uomo uccida,
125 servando l'ordin iusto, cotal atto
non faría lui colpevole omicida.

Il tempo è poco: omai andiam piú ratto.—
Ond'io mi mossi; e forse eravamo iti
quant'un grosso balestro avesse tratto,

130 ch'io risguardai agli oppositi liti
e vidi il mostro opposito e distante
a la lupa rapace e suo' appetiti.

Le mani avea forate tutte quante,
i piedi avea di gallo e la gran cresta,
135 e d'uomo il volto e tutto altro sembiante.
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Genti eran seco, che facean gran festa;
ed egli stava in mezzo grasso e croio;
poi si spogliò e donò a lor la vesta.

Poi, poco stando, ed ei prese un rasoio
140 e scorticossi, e poi le ven si punse;
e donò a quelle genti il proprio cuoio

e poscia il sangue, che da sé desmunse.
Alfin e' diventò come Eco trista,
ch'ancor risponde e d'amor si consunse.

145 La dea a me:—L'immago, che hai vista,
del prodigo è, c'ha suoi atti contrari
a quella lupa, che bramando acquista.

Egli non cura robba, né denari;
dissipa e fonde e li suoi ben ruina.
150 Quest'altra aduna e tien con modi avari.

Il liberal per mezzo a lor cammina:
cosí ogni virtú giammai non erra,
s'ella alle parti estreme non declina.