25 Ma, se corre a virtú gioconda e lieta,
e spiace a lei ciò ch'a ragion dispiace,
segno è ch'è buona, domata e quieta.—
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Coll'occhio, poi, che meglio e piú vivace
prende certezza e piú il ver conferma,
30 vidi l'Accidia ed ogni suo sequace.
Ell'era vecchia, magra, trista e 'nferma,
e posta tra le spine e campi incolti,
debile sí, che 'n piè non stava ferma.
E mostri intorno intorno ell'avea molti,
35 ch'avean orribil forma ed apparenza,
e tutti malanconici ne' volti.
—La prima sua figliola è Sonnolenza,
che si distende ovver dorme o sbaviglia,
quando di Dio si parla o di scienza;
40 e, se di risi o giochi si bisbiglia,
sta colle orecchie e sta cogli occhi attenta
e vigilante e colle liete ciglia.
L'altra è la Tepidezza pigra e lenta,
in cui caldo d'amor sí poco serve,
45 ch'adopra come fiamma quasi spenta;
noiosa a chi l'aspetta ed a chi serve,
non cura il tempo che veloce vola,
né fa che, operando, si conserve.
La Negligenza è la terza figliuola,
50 che sempre indugia nel tempo veloce,
gravata ancor d'accidiosa stola.
Per lei gridò giá Curio ad alta voce
al grande imperator che sempremai
a cosa apparecchiata indugio nòce.
55 Mentre lo 'ndugio va di crai in crai,
il tempo manca e crescono gli affanni,
e li novelli aggravan li primai.