E come a Roma nel campo d'Agone
125 il premio si mostrava ai forti atleti,
d'ingrillandarli di belle corone;
cosí quegli angiol colli volti lieti
prometteano a chi sal, con dolce invito,
di coronarli e di farli quieti.
130 —Venite su—diceano—al gran convito
del nostro Re e del celeste Agnello,
che sol contentar può 'l vostro appetito.
Su pel viaggio tutto onesto e bello
venite al gran Signor, che su v'aspetta,
135 e noi ognun di voi come fratello.
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Su troverete ciò ch'all'uom diletta,
su senza morte è sempiterna vita,
su sta la securtá non mai suspetta.—
Io mi credea che tutti a tanta invita
140 salisseno correndo insú devoti,
bench'assai dura fusse la salita.
Ed io ne vidi pochi tardi e pioti
e gravi andar sí come Idropisia
e come infermi e d'ogni fervor vòti.
145 Quando poi rimirai all'altra via,
benché fusse lotosa e pien di spine,
per quella quasi ognun ratto corría.
E, perché su per quella ognun cammine,
stavan demòni con coron d'ortiche,
150 che conduceano altrui a mortal fine.
Tra le punture e tra le gran fatiche
andava ognun sollicito e giocondo
e con gran festa alle cose impudiche.
E, quand'io vidi i servitor del mondo
155 servir senza gravezza e con disio
e li serventi a Dio con tanto pondo: