Lasciato il bene, su nel mal si posa;
ivi si pasce e diletta e s'impregna
di questa figlia rea e maliziosa.—
Dicendo questo a me la dea benegna,
95 io vidi mover con veloci passi
la vecchia pigra e trista, che lí regna.
E li suoi mostri, che pria parean lassi,
si mosson dietro a lei gagliardi e presti
sí come giovin, che correndo spassi.
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100 E non parean pigri, tristi e mesti,
ma ratti e tosti e con facce gioconde,
non sonnolenti, ma attenti e dèsti.
Ed io, che non sapea la cagion onde
questo avvenisse, dissi:—O dea, al fatto
105 quel, che tu giá m'hai ditto, non risponde.
Io veggio che costor van tutti ratto:
adunque non è ver quel che si dice,
ch'ognun di lor sia infermo, lento e sfatto.—
Ed ella a me:—Questo non contradice
110 a quel che ho detto, se ben tu riguardi,
ch'amor d'ogni atto umano è la radice.
Ora costor solleciti e gagliardi
corron cogli appetiti inverso il male,
e quando vanno al ben, van pigri e tardi;
115 ché, come sai, la parte sensuale,
se non si doma, al mal ratto si move
e verso il ben par ch'abbia fiacche l'ale.—
Poscia Minerva mi condusse dove,
nel mezzo del cammin, trovai due vie;
120 maravigliar mi fên le cose nòve,
ché su nell'una dolci melodie
gli angeli cantan, sí dolci canzone,
ch'io me n'innamorai quando l'odíe.