non però mai ch'e' mi gittasse al basso:
5 timor di Dio e vergogna del mondo
mi tennon ritto come quadro sasso.
Trovai adunque lui vaghetto e biondo,
de cui beltá negli altri versi scrissi,
che mai sí bello fu, né sí giocondo.
10 Ma ora veggio ben che 'l falso dissi;
ch'egli è crudele e brutto e pien di tosco,
chi ben rimira lui cogli occhi fissi.
Quando mi vide, egli fuggí in un bosco,
ch'era ivi appresso, ove nulle eran frondi;
15 ma era smorto, secco e tutto fosco.
—Perché, Cupido, da me ti nascondi?
—chiamava io forte, dietro seguitando;—
perché pur fuggi, perché non rispondi?
Io son colui che teco venni, quando
20 le ninfe mi mostrasti e la via dura,
e sempre stetti presto al tuo comando.
Demostra la tua faccia bella e pura.—
Allor voltossi, ed era sí travolto,
che, quando el vidi, mi mise paura.
25 Egli era smorto, e gli occhi brutti e 'l volto;
e su nel capo nero avea due corni,
e gli atti avea pazzeschi come stolto.
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Allor fuggio da me com'uom che scorni,
coll'arco in mano e cogli oscuri dardi;
30 né credo che piú a me giammai ritorni.
La dea a me:—Se questo Amor riguardi,
egli è cosa infernal, e chi lo scuopre
conosce i modi suoi falsi e bugiardi.
Chiamato è 'l forte dio nel mondo sopre
35 da quegli stolti, che sol guardan fòre
all'apparenza, che spesso il ver copre.