l'un ch'era stato, e l'altro che non fosse
corrotto tanto. Ahi, smisurato eccesso,
105 che Dio facesti che tant'ira mosse!
Per questo in terra fu il diluvio messo,
quando Dio vide che malizia tanto
avea corrotto l'uno e l'altro sesso.
E, per disfar cotanto infetta pianta,
110 Noè servò e i figli dentro all'arca,
sola nel mondo la progenie santa.
Natura d'esta offesa si rammarca
innanti a Dio e priega ch'egli scocchi
le sue saette quel sommo Monarca.
115 Dell'altro vizio omai convien ch'io tocchi,
ch'è grosso come trave, e quasi stecca
vien reputato da' miseri sciocchi.
Dicon che uomo e femmina non pecca,
consentendosi insieme, essendo sciolti,
120 se l'un coll'altro fornicando mecca.
E, perché in questo error son ciechi molti,
tanto è piú grave il mal, se ben discerno,
quanto nel suo error ne tien piú involti.
Sappi che ha ordinato Dio eterno
125 che tutti gli animali, i cui figlioli
richiedon padre e madre e suo governo,
che insieme s'apparecchino duo soli,
(o reptile che sia o quadrupéde,
o che in acqua ovvero in aere voli),
130 e stiano uniti insieme in questa fede,
ché, quando avvien che alcun di loro si parte,
s'abbandonan li figli, s'e' non riede.