E, se il padre e la madre ognun ci ha parte
giá nella nata ovver nascenda prole,
135 pensa se pecca qual di loro si parte;
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ché, se l'un lassa l'altro, quando vuole,
chi il patrimonio e senno dá alli figli?
chi guarda e dá la dote alle figliole?

Però determinonno i gran consigli
140 della ragione e delli saggi antichi
che sien le mogli e sien padrifamigli.

Questa la casa e quel di fuor notríchi
i maggior fatti, ed insieme coniunti
nel matrimonio fedeli e pudichi.

145 Del terzo vizio se vuoi ch'io racconti,
è l'adulterio; e piú pericoloso
nullo è nel mondo e che piú altri adonti.

Quando la moglie si tolle allo sposo,
l'animo mite rabido diventa:
150 tanto al consorzio uman questo è noioso.

Per questo Troia fu deserta e spenta,
e la real progenie fu disfatta
in Roma, che di Troia fu sementa.

Questo peccato in ciel gran colpa accatta;
155 ché avviene spesso che 'l marito pasce
gli altrui bastardi e la moglie gli allatta.

E, quando cresce ed è fuor delle fasce,
avvien che alcuna al fratel si marita
e forse al proprio padre, del qual nasce.

160 Perché la moglie è col marito unita
in una carne in fede ed amor puro
per tutto il tempo che dura lor vita,

però chi cerca averla, è ladro e furo;
e, se la donna ad adulterio piega,
165 commette anco peccato grave e duro,