145 il corpo infermo e la mente fa serva
e fálla oscura, e quella parte toglie,
ove si posa e risplende Minerva.

In questa mota qui tra queste troglie
stan li nefandi e vili ermafroditi,
150 che, essendo maschi, altrui si fecen moglie.

E i lor mariti ancor qui son puniti
e posti meco qui tra queste mote,
e tutti siam di duri archi feriti;

ché questa è iusta pena, se ben note,
155 ché quel ch'è amato dall'amor lascivo
è l'arco e la saetta, che percuote

il cor del tristo amante, quando è vivo;
e l'atto consumato è 'l brutto fango,
il qual infastidisce e viene a schivo:

160 ed io qui questo in sempiterno piango.—

LIBRO QUARTO

DEL REGNO DELLE VIRTÚ

p. 275

CAPITOLO I