E sempre, andando insú con gran fatiga,
95 le tue vestige, o donna, seguitai,
tra 'l mezzo delli mostri e di lor briga.
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Ora, che tu cosí lasciato m'hai,
per tutto l'universo, che ti trovi,
io anderò cercando sempremai.—

100 Un degli antichi padri ed a me novi,
disse:—Non è bisogno tanto pianto,
ma con noi insieme omai i passi movi

per questo paradiso in ogni canto.
Enoc è questo primo, ed io Elia,
105 quai Dio ne pose in questo loco santo.

Delle vertú ti mostrerem la via.—
Allor pel prato di que' fiori belli
una con lor mi mossi in compagnia,

tra verzillanti foglie ed arbuscelli
110 e tra le melodie dolci e gioconde,
ch'ivi faceano inusitati uccelli,

quando trovai un arbor senza fronde,
ch'era di spoglio di serpente avvolto,
sí come un'edra ch'un ramo circonde.

115 Lo spoglio avea di forma umana il volto;
e l'arbore di spine era pien tutto
intorno a sé, siccome luogo incolto.

Ogni altro legno ivi era pien di frutto,
e di be' fiori e frondi fresco e bello;
120 e questo solo era secco e destrutto,

e su non vi cantava alcun uccello.
E, non sapendo perché questo fusse,
il padre Enoc addomandai di quello.

—L'arbor profano è questo, che produsse
125 —rispose Enoc—il frutto del suo ramo,
col qual il drago il primo uomo sedusse,