E questo suona el nome «Temperanza»,
cioè ch'ella rifreni, regga e tempre
ogni inonesto e ciò che in troppo avanza.

E questo tu per regola tien' sempre,
20 ch'a ciascuna virtude s'appartiene
corregger ciò, che la ragion distempre.

Iusto e prudente è l'uom, se noti bene,
e temperato, ed anche ha in sé fortezza
e tutte le vertú insieme tiene;

25 ché dal peccato ovver dalla dolcezza,
che gli è opprobriosa, si disparte,
o che, vincendo, sofferisce asprezza.
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Ogni virtú, ogni scienza ed arte
ha sua materia propria, che pertratta;
30 ma 'n general l'una all'altra comparte.

La sensualitá brutale e matta
reggo io con queste dame a me propinque,
e ciò che all'uom opprobrio e biasmo accatta.

E questi vizi in radice son cinque,
35 e prima l'ira, della quale ho detto
ch'è opposta alla clemenzia, delinque.

Poscia è superbia, il vizio maladetto
dell'avarizia ed anco della gola
e di lussuria il bestial diletto.

40 Omai contempla la mia bella scòla:
la bella donna, che ti scorse il passo,
che mi sta a piè umil senza parola,

vince superbia e vince Satanasso
(mirabil cosa!), che 'nsú monta tanto,
45 quanto nel suo pensier si pone a basso.

L'altra donzella, che mi siede accanto,
la moderata Parcitá si chiama:
ell'è la quarta in questo regno santo.