in questo esempio, mio Signor, m'insegni
che sieno i grandi grati e mansueti,
150 e che non sian superbi in li lor regni.—

E poscia, al cielo alzando gli occhi lieti,
Parcitá cominciò sua cantilena,
poiché Clemenzia ebbe i suoi detti quieti.

—Beato—disse—è l'uom che si raffrena
155 e pone a quella voglia la mesura,
che sempre brama e mai diventa piena.

Beato quello che non sforza o fura
per piú avere e non prende l'affanno,
sempre sudante d'infinita cura;

160 ma, com' Fabrizio nel povero scanno,
del poco e con vertú piú si contenta
che di piú posseder con froda e inganno.

Ma piú felice è l'uomo, il qual diventa
perfetto sí, che tutto il disio taglia,
165 e di ricchezza ha ogni voglia spenta,

e che 'l piú e 'l meno non cura una paglia,
e che niente alla Fortuna chiede,
quando losinga e quando dá battaglia.

Colui di tutto il mondo è ricco erede,
170 che, avendo o non avendo, piú non vuole;
ché, quanto uom non desia, tanto possede.—

Qui finí 'l canto ed anco le parole.

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