115 pur ch'e' volesse ancora umiliarse
alle tue braccia, dicendo:—Peccai,—
ad abbracciarlo non faríale scarse.
Per questo, o Signor mio, saper mi fai,
che sempre si perdoni a chi si pente;
120 al superbo non si perdona mai.
Quando al ciel venne il grido della gente
di Sodoma e Gomorra e di lor setta,
tu descendisti a vederlo presente;
ove m'insegni ch'io non creda in fretta,
125 quando la fama il peccator condanna,
e tardo e con piatá faccia vendetta.
Per questo tu ponesti, o santo Osanna,
l'asprezza della verga dentro all'arca
colla dolcezza insieme della manna.
130 La Maddalena, o sommo Patriarca,
tu ricevisti pio e mansueto,
quando a te venne di peccati carca,
e del suo cor compunto e del suo fleto
piú ti pascesti che su nella mensa
135 del fariseo, e piú staesti lieto.
p. 294
La donna, ch'era allor allor comprensa
nell'adulterio e menata nel tempio,
benignamente da te fu defensa;
dove, alto mio Signor, mi désti esempio
140 che sol del peccator voglia l'emenda,
e chi altro ne vuol, è crudo ed empio,
e quel, che egli fa, nullo riprenda;
ch'altru' accusando, quel se stesso pugne,
quand'egli avvien che 'n quel medesmo offenda.
145 Tu giá facesti e fai che ancor si ugne
il core a' regi, perch'e' sien benegni,
e 'l re dell'api fai che non trapugne;