Però convenne che 'l superbo limo
125 s'umiliasse quanto insú era ito,
ed egli non potea piú ire ad imo.
Ed anco 'l suo peccato era infinito,
pensando quel Signore, in cui presunse
e che a non obbedirlo fu ardito.
130 Per questo, Dio umanitá assunse
ed un si fece seco e fu quell'Agno,
che pei peccati altrui s'offerse e punse.
O alto mio Signor, tu se' sí magno,
che tutti quanti i ciel son la tua sede,
135 e la terra è scabello al tuo calcagno.
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Alla grandezza tua, che tanto eccede,
l'umiltá sola gli fece la casa,
quando umanò 'l tuo eterno Erede
nel petto di Maria, qual è rimasa
140 speranza a' peccatori e sempre advoca
che Piatá tenga a lor la porta pasa.
Quella Umiltá, che 'n croce si fe' poca,
fu esaltata e, posta al lato destro
appresso a Dio, in alto si collòca.
145 E, quando al mondo stette per maestro,
con umiltá conversò tra la gente
non come prince, ma come minestro;
ove li gradi mostra, a chi pon mente,
dell'umiltá, e prima che subietta
150 sie a' maggiori e presta ed obbediente.
L'altra è che a' suoi egual si sottometta;
l'umiltá terza alli minor subiace:
questa è suprema ed è la piú perfetta.
Di un'altra umiltá, che nel cor giace,
155 il primo grado non dispregia altroi;
l'altro, s'è dispregiato, non gli spiace.