Colui, che vedi in la suprema parte,
125 è Aristotel, l'agnol di natura:
egli è che aperse la scienzia e l'arte,

tanto che chi al ver vuol poner cura,
nullo, in quanto uomo, pescò tanto al fondo,
quanto fec'egli, e volò sí in altura.

130 Alberto Magno è dopo lui 'l secondo:
egli supplí li membri e 'l vestimento
alla filosofia in questo mondo.

Il gran Platone è l'altro, che sta attento,
mirando al cielo, e sta a lui a lato
135 Averois, che fece il gran comento.
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Socrate poscia tiene il principato,
dottor nella moral filosofia;
e Seneca è con lui accompagnato.

Pitagora, che 'l conto trovò pria,
140 è l'altro; poi Parmenide e Zenone
e quel che pone che 'l gran caos sia.

Sguarda Avicenna mio con tre corone,
ch'egli fu prence e di scienza pieno
ed util tanto all'umane persone.

145 Ipocrate è con lui e Galieno
e gli altri, per cui 'l corpo si defende,
che innanzi al tempo suo non venga meno.

Questo splendor, che questo monte accende,
da Dio deriva e 'nsin quaggiú procede,
150 e negli angeli suoi prima risplende,

e poi nelli dottor di santa fede.
E sappi ben che ciò che 'l ciel su cela,
nullo intelletto, in quanto umano, el vede,

se Dio con maggior lume nol rivela;
155 e questo lume qui, rispetto a quello,
è tanto, quanto al sol parva candela.—