115 convien che sia ingegnoso e che festin
e che la possa e che li modi trovi
che al proposto fin ben si cammini.
Alquanto ancora addietro gli occhi movi
alla vertú che Provvidenza è detta,
120 acciò ch'anco di lei udir ti giovi.
Convien ch'ella sia cauta e circumspetta;
e però è Cautela l'altra luce,
la qual provvede al mal che si suspetta;
ché non è saggio ovver prudente duce
125 chi spregia il suo nemico o chi nol teme,
ché timor senno e prudenza produce.
L'altra donzella, che con lei sta inseme,
è qui chiamata Circumspezione,
d'Intelligenzia ancor secondo seme.
130 Ella è che gli atti e la condizione
e 'l quanto e 'l come, mesurando, attende
e li subiti casi e le persone.
Docilitá è l'altra che risplende,
cosí chiamata, ovver ingegno buono,
135 se d'uso e di scienza ben s'accende.
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Vero è che ingegno è un natural dono;
ma, quando l'uso e l'arte questa cetra
temperan sí, che ha perfetto suono,
Docilitá si chiama, che penètra
140 sí nel veder, che sa pigliar lo scudo,
'nanzi che in capo gli giunga la pietra.
Alcun lo 'ngegno ha tanto grosso e rudo,
che la scienza s'affatica invano
che mai a provvedersi egli abbia cudo.
145 Benché in alcun sia l'intelletto umano
e grosso e rozzo, si fa luminoso,
quand'egli stesso vi vuol tener mano;