L'uomo a tre cose è debitore a tutti:
ad usar vero e fede e buon amore,
sí che rancore o froda non l'imbrutti.

25 Tre debiti si debbono al minore:
dottrina al figlio e farlo virtuoso,
e soldo al fante ovver al servidore;
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il terzo è sovvenire al bisognoso,
ché ogn'ardua indigenzia può dir «mio»
30 di quel che crudeltá gli tien nascoso.

Tre debiti a colui, il qual è rio:
cioè correzion, quando si spera
ch'egli si mendi e si converta a Dio.

E, nel mal far se indura e persevéra,
35 tagli col ferro e con la spada nuda
il membro infetto la Vertú severa.

Né per questo si debbe chiamar cruda,
mozzando il morbo ch'alla morte mena:
convien che la piatá gli occhi vi chiuda.

40 Severitá adunque a dar la pena
prima conviensi, e poi ch'anco sia mista
colla compassion, ch'ira raffrena.

E tre al buon, il qual virtú acquista,
ché chiunque può, tenuto è dargli aiuto,
45 ch'addietro non ritorni o non desista;

ché spesse volte l'arbor ho veduto
crescere ratto e far frutto tantosto
per buon conforto e cólto, ch'egli ha avuto;

e forse un altro, presso a quello posto,
50 perch'è negletto o che ha terreno asciutto,
sta senza frutto ed a mancar disposto;

e, benché paia smorto e giá distrutto,
il cólto e buon letame alle radici
el fan fiorire e fanli far buon frutto.