Alconia, te per principal richiedo,
110 che stii con cento ninfe in su la piaggia;
ché 'l cervio lí verrá, sí come io credo.—

Quando ordinata fu la schiera saggia,
e fu ognuna nel loco che vòlse
quella di Iuno e della dea selvaggia,

115 la bella Iris i gran cani sciolse
d'intorno al cervio abbaianti e feroci;
ed ei fuggí e ver' Diana volse.

Le ninfe sue alzôn liete le voci,
gridando fortemente:—Ad esso, ad esso
120 con le saette e coi passi veloci.—

Le lor verrette scoccavano spesso;
e 'l cervio corre e su lo monte sale;
e dietro i can correndo vanno appresso.

E poi che giunto fu nel piano equale,
125 passato arebbe il monte, se non fosse
che Lisna bella gli die' d'uno strale.

Allora quello addietro alquanto mosse,
ed un fier can mastin gli prese il volto,
e Marsa ninfa d'un dardo il percosse.

130 Per questo il cervio, alla man destra vòlto,
ver' quelle di Iunon fece l'andata;
e questo a Lisna bella increbbe molto.

Ipodria bella, tutta rallegrata:
—Fa'—disse,—o Iuno, che vinciam la festa;
135 dá' or questa vittoria a tua brigata.
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L'aspere ninfe della dea foresta
non l'han saputo aver, ma s'è fuggito:
però è degno che perdan l'inchiesta.—

Quando quel cervio presso a lei fu ito,
140 d'un fiero dardo gli passò la spalla,
tal che egli a terra cadde giú ferito.