E tu, Tirena, va' 'ntorno a li scogli
con cento ninfe: sai ch'io mi confido
in tua virtú; però mostrar la vogli.
Sí come io accenno o col mio corno grido,
80 cosí con quelle cento mi soccorre,
co' cani alani e col tuo arco fido.
Perché, se 'l cervio suso al monte corre,
di lá dall'altra valle non trapassi,
lassú, Ipodria, tu ti vogli porre
85 e con ducento ninfe prendi i passi:
con can mastini e con cani levrieri
fa' che lo pigli e che passar nol lassi.
Or ora essere accorte è ben mestieri;
acciò che onore abbia la nostra dea,
90 mostriam la forza de' nostri archi fieri.—
Non men Lisbena ancora disponea
la schiera sua e facevala forte
con modi e con parol, ch'ella dicea.
—Sorelle, ora conviene essere accorte;
95 ora convien mostrar nostro valore;
ch'altri che noi di caccia onor non porte.
Ora si vederá chi porta amore
a dea Diana e se siete valente,
sí che di questa caccia abbiamo onore.
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100 O Lisna bella mia, va' prestamente
sopra del monte e circonda la cima
con cento ninfe: e state bene attente.
Credo che 'l cervio lí correrá prima:
abbiate cani e spiedi, ché non varchi
105 di lá dal monte verso la valle ima.
Chi per la costa discorra cogli archi,
chi di lanciotto e chi di duro spiedo,
quando fia l'ora, la sua mano incarchi.