Ogni vertú tanto è eccellente e degna
—rispose a questo,—quanto è di piú pregio
75 il fine intento, al qual venir s'ingegna.

Al fin piú glorioso e piú egregio
ingegnasi Latría; però l'aspetto
ha piú splendente in tutto il mio collegio.

Ella è che sale al ciel con l'intelletto
80 e, dimorando in terra sua persona,
ella sta innanzi al divino cospetto;

e lí, orando, con Dio si ragiona;
poi si mesura e pon sé in la bilancia,
nell'altra li gran ben, che Dio ne dona.

85 E vede i don di Dio di tanta mancia,
e tanto grandi, che a rispetto a quelli
ciò che l'uom render può, è una ciancia.

E, benché vegga Dio cogli occhi belli,
nientemen le bilance non porta,
90 ancora che ella, orando, a Dio favelli;

ché ogni gratitudo è lieve e corta,
rispetto al don di Dio; e, se si pesa,
troppo andarebbe la statera torta.

E con questa ragion, ch'or hai intesa,
95 sappi che quanto è natural l'amore,
tanto, negletto o tronco, è di piú offesa.
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E nullo vinclo debbe esser maggiore,
e nullo amor piú stretto e piú eccellente
che dalla creatura al suo Fattore.

100 Però chi 'l tronca e chi v'è negligente,
veder si puote in quanta offesa cade,
chi nol frequenta o chi non gli è obbediente.

Questo primaio amor prima pietade
disson gli antichi, e che 'l culto divino
105 è la prima vertú, prima bontade.