40 ché a lei sola appartien che la statera
tegna diritta e che in detto e 'n fatto,
in quel che tratta, sia trovata vera.

Ogni ristoro e ciò che si fa a patto,
ella pertratta e grida che si renda
45 quanto la froda o forza hanno suttratto.

Perché tu queste cose meglio intenda,
pensa se alcun rifar dovesse diece,
ed egli a nove a ristorar si estenda.

Costui non pienamente satisfece,
50 ché convien sempre che 'l ristor sia eguale
al danno ed all'iniuria, ch'altrui fece.

Ell'è che grida non far altru' il male,
che non vorresti tu; e quanto hai offeso,
tanto restituisci ed altrettale.

55 D'esto nome Equitate assai ha' inteso;
or, perché Veritá ella si chiama,
io ti dirò, ch'ancor non l'hai compreso.

Dopo il ristoro, questa quinta dama
pertratta ciò ch'insieme si patteggia:
60 questa è la sua materia e la sua trama.
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A lei pertien che guidi e che proveggia
che ciò che si promette o mercatanta,
che sia corretto, quando si falseggia,

e che la mercanzia sia quella e tanta,
65 che è promessa, e quando, dove e come
e qual, se quella è guasta o troppo schianta.

E però Veritá è l'altro nome;
ed ha duo nomi, perché ha duo offici,
ché usa il vero ed eguaglia le some.

70 L'altra domanda, la qual tu mi dici,
è, da che porta singular insegna,
s'ella è maggior tra le dame felici.