Dell'altre tre vertú tu sei il fine
e segno o «Alfa» ed «O»; e son per questo
15 «teologiche» ditte ovver «divine».—
Allor vid'io uno splendor celesto
venirmi al volto alquanto da lontano,
che quel ch'or dico, mi fe' manifesto.
La statua grande vidi in un gran piano,
20 che vide giá Nabucodonosorre,
significante ogni regno mundano.
Er'alta vieppiú assai che nulla torre
e forse piú che non fu quel cavallo,
che fe' da' greci la gran Troia tôrre.
25 E di fin oro aveva il capo giallo,
le braccia e l'orche e 'l petto aveva bianco
di puro argento senza altro metallo.
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Le reni, il ventre e l'uno e l'altro fianco
eran di rame rubro e resonante,
30 e quel, con che si siede, ramengo anco.
Le cosce e gambe insin giuso alle piante
eran di ferro e i piè di terra cotta,
parte non cotta, e su quelli era stante.
Poi una pietra men ch'una pallotta
35 se stessa si ricise e si remosse
d'un alto monte e venne a valle in frotta.
E nelli piedi all'idolo percosse
e sminuzzollo e prostrollo confratto,
sí che appena parea che stato fosse.
40 Quella petruccia in questo crebbe ratto
e fecesi un gran monte, e su la cima
tosto un tempio alto ed ampio vi fu fatto.
Dal loco, ove quell'idolo era prima,
io mi partii e salsi il monte tanto,
45 ch'andai tre miglia e piú, alla mia estima.