Quel tempio risplendea da ogni canto,
e, quando vidi com'era costrutto,
ne sospirai con lacrime e con pianto,

ch'era di corpi morti fatto tutto;
50 e per calcina v'era il sangue posto
recente sí, ch'ancor non era asciutto.

Vapore acceso nel mese d'agosto
mai non trascorse il ciel tanto veloce,
né polsa da balestro va sí tosto,

55 come scese dal ciel con una croce
donna vestita in bianco, e, giú discesa,
benigna a me proferse questa voce:

—Il tempio sacro è questo, ovver la Chiesa,
fermata in su la pietra; e ferma siede,
60 bontá del fundamento, ond'è difesa.

Ed io, che or ti parlo, son la Fede:
a me con tanto sangue e con martíro
fu fatto il tempio, che quassú si vede.
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E questi santi su di giro in giro
65 mi fenno il fundamento lá giú in terra
colla vertude del superno spiro.

Questi per me si misero alla guerra,
armati di vertude e cogli scudi
di quella veritá, che mai non erra.

70 Essendo agnelli tra li lupi crudi,
combatteron per me li forti atleti,
come per 'manza gli amorosi drudi.

E, se lor corpi fûn morti e deleti
di quella vita, che, vivendo, more,
75 nell'alma fûn vittoriosi e lieti.—

E, ditto questo, con grande splendore
ritornò al cielo, ed io rimasi solo,
ancor chiamando aiuto a Dio col core.