E, per provare ancor la fede vera,
permise Dio che 'l maladetto drago,
che sempre adopra che la fede pèra,

115 unisse la sua possa a Simon mago
e mostrasse miraculi e gran segni,
non però ver, ma 'n apparente imago,

e ch'egli commovesse in molti regni
piú altri nigromanti e suoi satelli
120 contra la fede con forza ed ingegni.

Allor li cavalier pochi e novelli,
dodici e pochi piú, fên resistenza
tal, ch'elli confutôn tutti i ribelli.

E, perché sappi di quant'è eccellenza,
125 quanto a Dio piace e quanto merto acquista
la vera fede con ferma credenza,

ella è che 'nsino al ciel alza la vista
e vede il premio, il qual alla fatiga
fa esser forte, perché si resista.

130 Ella è che vince la triplice briga
del mondo, del dimonio e sensuale;
e la vittoria è ben che 'l mondo affliga.

Ell'è che mostra la pena infernale
a' peccatori e col timor gl'induce
135 a far il bene ed a lassare il male.
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E, come la Prudenza è guida e luce
alle vertú moral, cosí questa anco
alle vertú divine è scorta e duce.

E, come senza gli occhi nullo è franco
140 fra' suoi nemici, ed è persona stolta
quella, in cui al tutto ogni prudenza è manco;

cosí colui, al qual la fede è tolta,
va come cieco, e l'avversario el mena
unque gli piace e come vuole el volta.