cosí dissono quelli:—O corpi nostri,
dormite in pace, e tosto Dio ne doni
voi venir nosco alli beati chiostri.—

Poi se n'andôn con piú dolci canzoni,
125 e sol rimase meco il Vaso eletto,
il qual proferse a me questi sermoni:

—Se d'altro vuoi ch'io informi il tuo intelletto,
mentr'io son teco, perché non domandi?—
Ed io, che il domandar avíe concetto,

130 risposi:—O dottor mio, da che 'l comandi,
dichiara a me in qual etá li morti
resurgeranno e quanto parvi o grandi.—

Ed egli a me:—Di lor saran due sorti,
com'io ho detto, ed una de' captivi,
135 l'altra di quei ch'a ben far funno accorti.
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Quei che son morti buon, poiché fien vivi,
trentaquattro anni in apparente etade
dimostreranno floridi e giulivi.

Quella è di umana vita la metade;
140 ogn'uom, che ci esce prima, ha mancamento,
e quando cala inver' l'antichitade.

Se parvitá ovver troppo augumento
non fie per mostro o natura peccante,
ognun di sua statura fie contento;

145 sí che, se alcun fu nano, alcun gigante,
questo ed ogni altra cosa mostruosa
ridurrá a forma il divino Operante.

Ed anco noterai un'altra cosa:
che ogni dota, che 'l corpo riceve,
150 gli vien dall'alma sua, ch'è gloriosa;

sí che l'esser sottile, illustre e lieve,
non l'ha 'l corpo da sé, se ben pon' mente;
ch'egli è da sé oscuro, grosso e grieve.