Iunon alquanto a ciò sorrise pria,
20 e poi benigna a lei la man distese,
dicendo:—Usar convien qui cortesia.

Dacché Diana tien questo paese,
e noi venimmo ad onorar sua festa,
ben è che 'nverso lei io sia cortese.

25 La tua vittoria a tutte è manifesta,
e tutte veggon ch'è tua la grillanda
e che l'emula tua perde la 'nchiesta.
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Ma va' a Diana ed a lei la domanda:
cosí a me piace e voglio che si faccia
30 da te e dall'altra ciò ch'ella comanda.—

Allora andò con reverente faccia
e disse a lei:—O figlia di Latona,
con reverenza io prego che ti piaccia

che mi sia data la vinta corona;
35 tu sai, Diana, che secondo il patto
debbe esser mia, e ragion me la dona.—

La dea rispose a lei con benigno atto:
—D'allora in qua, Lippea, bene ti vòlsi,
che festi alla grillanda sí bel tratto.

40 Del cervio la vittoria io ti tolsi;
quand'egli cadde, io gli rendei la lena,
e su levato alle mie ninfe il volsi,

ché di perder le vidi aver gran pena;
ond'i', a pietá commossa, alla lor parte
45 il feci andar a prego di Lisbena.

Né questo feci per ingiuriarte,
ma perché scaccia invidia e serva amore
sempre l'onor che insieme si comparte.—

E poi la 'ncoronò con grande onore
50 e nel carro la pose seco appresso,
con la grillanda di tanto valore.