Quanto è 'l conoscimento, o poco o assai,
110 del ben, che move ed ha 'l voler piacente,
tanto s'accende amor, di cu' udito hai.
E, perché 'l mondo ovver la mortal gente
non ben conosce le cose del cielo,
però non l'ama ben perfettamente;
115 ché non posson veder se non col velo
de' sensi lor, sí come vede il vecchio
al lume fioco d'un piccol candelo.
E, perché veggion Dio sol nello specchio,
il Creator nelle sue creature,
120 però l'amor laggiú non ha parecchio
a questo di quassú, che aperte e pure
vede este cose e che da Dio procede
ogni altro bene e tutte altre nature.
Or veder puoi ch'amor sempre col piede
125 va dietro al bene, e tanto ha 'n sé augumento,
quanto el conosce e quanto in bontá eccede.
Or mira ben a quel ch'ora argumento:
che, quando amor pervien col suo desire
al sommo Ben, che 'l posa e fa contento,
130 giammai da quello amor si può partire,
ché nulla displicenzia è che 'l rimova,
ed ogni complacenzia ha nel fruire.
E, dacché ogni dolcezza quivi trova
e che quel sommo Bene è infinito,
135 sempre la mente trova cosa nova.
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Cosí contentasi il doppio appetito,
in pria la mente e poi la volontade,
ché l'uno e l'altro ha ciò, che ha concupito.
La mente ve' la prima veritade
140 nella prima cagion, dalla qual vène
ogni altro effetto ed ogni altra bontade.