25 Un angel bello, ch'era de' primai,
mi die' la mano, e, quando mosse il riso,
di luce sparse intorno mille rai.
—Noi siam qui posti, e sempre in paradiso
vediamo Dio; e lí la nostra vista
30 sempre contempla il suo eternal viso.
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Per volontá del nostro primo Artista
agli uomini del mondo siam custodi,
che ancor combatton nella vita trista
contra il prince mundan, che 'n mille modi
35 lor dá battaglia, el drago Satanasso
con suoi satelli e con sue false frodi.
Da noi è retto ciò che sta giú abbasso:
ciò, che consiglia il senno di Parnaso,
se noi vogliam, s'adempie o viene in casso;
40 ché ciò, che è laggiú fortuna o caso,
vien di quassú da quel primo consiglio,
che mai ebbe orto, né avrá occaso.
E, se in terra, ch'è un granel di miglio
rispetto al ciel, son sí le cose belle,
45 talché fan lieto il core ed anco il ciglio,
che debbe esser quassú, onde son quelle?
Qui son gran regni e spiriti divoti,
rettor di questi cieli e delle stelle.
Non fece Dio li lochi ad esser vòti,
50 ma per empirli; ed adornò ciascuno,
ratto che gli ebbe fatti, se ben noti.
Sub terra pose il fratel di Neptuno
e li metalli e l'anime nel duolo
tra lochi sulfurigni e l'aer bruno,
55 e gli animali nel terrestre suolo
e l'erbe e i frutti, acciocché nutricare
possa la madre terra ogni figliolo.